Disponibilità

Rifai il quiz!


Questa settimana per la rubrica finanza comportamentale presenterò un’euristica importante: la disponibilità.

L’euristica della disponibilità è il processo con cui, nel prendere decisioni, le persone sono più condizionate dalle informazioni che hanno prontamente disponibili e che ricordano più facilmente.

“È ironico come la più grande bolla finanziaria abbia coinciso con il più grande ammontare di informazioni disponibili. Ho sempre pensato che una moltitudine di informazioni siano positive per le scelte di investimento, ma forse non è così”. (James J. Cramer, analista delle notizie finanziarie per CNBC)

Da un punto di vista statistico gli individui tendono a sottovalutare l’informazione di base, sostenuta da dati empirici, rispetto alla nuova informazione più recente e maggiormente disponibile, ad esempio riportata continuamente dai media.

Uno degli elementi che supportano questa euristica risiede nei meccanismi della memoria che fa si che gli individui tendano a ricordare meglio gli accadimenti più recenti, ma anche le esperienze personali rispetto a quelle di altre persone o ai dati statistici per via dell’impatto emozionale di quanto vissuto in prima persona.

L’impatto emozionale è importante non solo per quanto riguarda le fonti informative, ma anche per giudicare la stessa rilevanza dell’informazione. Infatti non sempre le informazioni prontamente disponibili sono anche le più rilevanti. Dunque un individuo razionale dovrebbe essere in grado di comprendere la reale importanza delle notizie a disposizione. Gli studi psicologici mostrano invece come non sia tanto la rilevanza della notizia, ma soprattutto la frequenza con cui le informazioni si presentano a essere considerata dagli individui.

In generale, l’informazione ha due dimensioni: la forza e il peso. Se un individuo le confonde, allora tenderà a sovra-reagire o sotto-reagire all’informazione stessa a seconda di come la percepisce. Nel caso in cui l’informazione abbia una forza elevata, ma le venga attribuito un basso peso allora si verificherà sovra-reazione; nel caso contrario si avrà sotto-reazione.

Possono sfociare quattro variazioni da questa euristica che portano gli individui a compiere un determinato errore:

Recuperabilità: gli investitori scelgono gli investimenti sulla base delle informazioni che hanno prontamente disponibili (consigli e suggestioni dai consulenti, amici, parenti, ecc.) e non svolgono una disciplinata e approfondita ricerca per verificare che l’investimento che si sta selezionando è realmente buono.

Categorizzazione: gli investitori scelgono gli investimenti sulla base di categorie che sono disponibili nella memoria. In questo modo ignorano altre categorie difficilmente recuperabili dalla memoria ma che potrebbero essere migliori delle prime.

Carenza di esperienza: gli investitori scelgono gli investimenti in base alle loro ristrette esperienze di vita, come il settore in cui lavorano, la regione in cui vivono e le persone che associano alle esperienze stesse. Se ad esempio un investitore lavora in una industria tecnologica sarà propenso a credere che gli investimenti in società tecnologiche siano i più profittevoli portandolo ad avere un portafoglio non diversificato.

Importanza: gli investitori scelgono gli investimenti che ritengono importanti per la loro personalità e che hanno caratteristiche legate ai loro comportamenti. Vedendolo all’opposto, gli investitori ignorano potenziali buoni investimenti poiché non sono legati o non hanno caratteristiche simili agli investimenti che già possiedono. Ad esempio, un investitore parsimonioso non acquisterà un’azione costosa, come con un elevato P/E, rinunciando così hai potenziali benefici che potrebbero derivarne dal suo acquisto.

In un lavoro di Terrance Odean e Brad Barber, gli autori domandano ad un gruppo di investitori individuali come scelgono le azioni che acquistano. Dimostrano in questo modo come all’aumentare del numero delle notizie finanziarie pubblicate gli investitori individuali acquistino più azioni. Viceversa, con il diminuire del numero di notizie finanziarie disponibili gli investitori individuali vendono più azioni. Gli investitori professionali tendono a mostrare in misura minore questo comportamento poiché focalizzano la loro attenzione su un particolare settore o su azioni che hanno superato una predeterminata analisi iniziale.
Dunque le persone tendono a non essere razionali nei comportamenti economici, poiché non riescono a comprendere la totalità dei dati complessivi utilizzati per acquistare un titolo, perciò le informazioni che gli investitori utilizzano sono quelle cognitivamente disponibili. Quindi, quando un’informazione pertinente non è disponibile in questo senso, le decisioni intraprese potrebbero risultare errate (Barber e Odean, 2002).

3 aprile 2017



Ho preso visione della L.sulla Privacy, in calce al sito, per il trattamento dei dati personali.
[recaptcha size:compact]