La pianificazione successoria

Oggi parlerò della pianificazione successoria, un passaggio fondamentale della pianificazione finanziaria alla luce del possibile aumento delle imposte di successione e di donazione.

“Pianificare qualcosa significa mettere in ordine tutti gli elementi nel modo migliore per centrare un obiettivo”. (Charles Eames)

Una corretta pianificazione consente di programmare senza traumi la successione del patrimonio personale, e ciò sia dal punto di vista dei diritti ereditari che dell’inerente carico fiscale. La pianificazione successoria non seguendo regole rigide va confezionata su misura e dunque differirà da soggetto a soggetto. E’ necessario, prima di toccare eventuali aspetti tecnici, che ci sia un percorso che sappia rispettare le aspettative delle persone coinvolte e gli impatti che queste hanno sulla famiglia. Questo non è facile a causa di timori e resistenze che possono rinviare il problema lasciandolo alle generazioni future. Una attenta e preparata attività di accompagnamento può favorire il dialogo creando un terreno per la condivisione delle soluzioni tra le generazioni per dare continuità al patrimonio personale.

Per quanto riguarda la questione fiscale, come già accennato, l’Italia è un paradiso fiscale. L’intervento sulle imposte di successione e donazione potrebbe riguardare non solo le aliquote e le franchigie, ma anche le seguenti agevolazioni:

  • Applicazione dell’imposta sul valore catastale degli immobili e non sul loro valore effettivo. Valore catastale rimasto invariato dagli anni Settanta.
  • Applicazione dell’imposta sulle partecipazioni in base al valore del patrimonio netto contabile, anziché al valore effettivo.
  • Esenzione dall’imposta per polizze assicurative sulla vita, anche se di contenuto finanziario (es. Ramo I e Ramo III).
  • Esenzione dall’imposta per i titoli del debito pubblico o altri titoli equiparati dichiarati esenti da norme di legge (solo per successioni e non per donazioni).
  • Esenzione dall’imposta in caso di trasferimenti di aziende e di partecipazioni di controllo al coniuge o ai discendenti, nel caso di proseguimento dell’attività o di mantenimento del controllo per almeno cinque anni da parte dei successori.
  • Esenzione dall’imposta nei casi di donazioni o di altre liberalità collegate a compravendite immobiliari o trasferimenti di aziende, qualora per l’atto sia prevista l’applicazione dell’imposta di registro, in misura proporzionale, o dell’imposta sul valore aggiunto.

Dunque potrebbe anche accadere, ed è verosimile pensarlo, che le polizze sulla vita ad alto contenuto finanziario possano, dopo l’introduzione della legge, rientrare nell’asse ereditario del defunto. Quindi per la parte mobiliare prenderei in seria considerazione i vantaggi fiscali, e non solo, che possono offrire i prodotti assicurativi Ramo I e Ramo III.

Alla luce di quanto detto, se anche tu senti il bisogno di pianificare la tua successione con un approccio fiscale snello non esitare a contattarmi!

3 aprile 2017


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