MIFID II – Cosa cambia per chi investe?

Per la legge è di grande importanza essere chiara poiché questo è il presupposto, affinché essa non sia ingiusta. (Sir Francis Bacon)

Buongiorno a tutti! Oggi parlerò della Mifid II, la normativa europea che disciplina i servizi di investimento e che dovrebbe offrire una maggior protezione agli investitori. Ma vediamo nel dettaglio in cosa consiste.

UNA MAGGIORE TRASPARENZA DEI COSTI

Uno degli aspetti più interessanti sarà la maggiore chiarezza sul versante dei costi dei prodotti finanziari in cui si investe. Tutte le spese dovranno essere ben specificate in precedenza con una stima e rendicontate almeno una volta all’anno, con i relativi impatti sui rendimenti. Questi costi riguardano non solo le commissioni di ingresso, ma anche quelle di performance (ossia legate all’andamento del prodotto), quelle di gestioni (cioè quelle annuali) e quelle di uscita se presenti.

L’ADEGUATEZZA DEL RISCHIO

Ogni investitore dovrà essere sottoposto ad una valutazione più accurata sull’adeguatezza dei rischi. Dunque il consulente finanziario, o il dipendente bancario, dovrà verificare la conoscenza e l’esperienza in materia di investimenti (anche riguardante il singolo specifico servizio o prodotto offerto), la sua situazione finanziaria (compresa la capacità di sostenere eventuali perdite) e i suoi obiettivi di investimento. Inoltre l’adeguatezza degli investimenti rispetto al grado di tolleranza al rischio deve essere tenuta sotto controllo costantemente.

DEFINIZIONE DELLA CONSULENZA

Le società di investimento dovranno specificare agli investitori se la consulenza è prestata su base indipendente o meno. Nel primo caso il consulente sarà remunerato con una commissione legata alla consulenza mentre nel secondo caso sarà pagato con le retrocessioni. In ogni caso il consulente dovrà essere sempre formato e dovrà specificare la gamma dei prodotti sui quali presta consulenza. Infine andrà specificato se la consulenza è basata su un’analisi del mercato ampia o più ristretta delle varie tipologie di strumenti finanziari.

LA DOCUMENTAZIONE KID PER I PRIIP

Il KID (acronimo di Key Information Document) è una documentazione da fornire obbligatoriamente e riporta il livello di rischio, i rendimenti in base ai diversi scenari, i costi e le loro incidenze sul rendimento. Con la Mifid II si ampliano i prodotti oggetto di questa analisi che fino ad oggi riguardavano solo i fondi comuni di investimento. Infatti la normativa allarga lo spettro a i PRIIP (acronimo di Packaged Retail Investment and Insurance-based investments Products), ossia i prodotti di investimento al dettaglio e assicurativi pre assemblati. Nello specifico sono PRIIP:

  • Fondi comuni di investimento.
  • Prodotti assicurativi con componente di investimento (come le unit linked o le index linked).
  • Prodotti strutturati.
  • Obbligazioni convertibili.
  • Strumenti derivati.
  • Prodotti emessi da spv (special purpose vehicle).

Non sono invece PRIIP le azioni, i bond, i depositi, le polizze assicurative senza componente di investimento e i prodotti di pensione complementare. Il KID è un documento precontrattuale che dovrà avere una forma breve e un linguaggio non troppo tecnico in modo tale che il lettore, che dovrà ottenere questo documento prima dell’acquisto del prodotto, possa comprendere in modo autonomo gli elementi principali di ciò che sta acquistando.

MAGGIORI POTERI ALLE AUTORITA’

Si introduce la possibilità, per l’autorità di controllo europea (ESMA) o per i controllori nazionali (in Italia Consob e Banca D’Italia), di sospendere la vendita di alcuni strumenti finanziari se ritenuti minacciosi per la protezione dei risparmiatori.


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