Rappresentatività

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Oggi per la rubrica finanza comportamentale presenteremo un’altra euristica: la rappresentatività.

Questa euristica porta gli individui a prendere decisioni ragionando per analogie, pensando cioè a quanto è rappresentativa una determinata situazione con riferimento a un particolare stereotipo che hanno in mente. Il modo in cui alcuni individui stabiliscono la probabilità di un evento dipende da quanto l’evento si ritiene rappresentativo di una determinata classe di eventi o a quanto una situazione somiglia a un’altra che è loro familiare.

“Poche persone sono capaci di esprimere con equanimità delle opinioni che non coincidono con i pregiudizi del proprio ambiente sociale”. (Albert Einstein)

La rappresentatività può portare un individuo a dare troppo peso alle nuove informazioni a scapito di quelle di base. Un errore probabilistico è noto come legge dei piccoli numeri per la quale, nel lungo termine, le medie di prove ripetute e indipendenti tenderanno al valore atteso. Inoltre gli individui tendono ad ignorare le frequenze oggettive degli accadimenti o evidenze note come l’inversione verso la media. Nello specifico confondono queste evidenze con l’alternanza dei valori sotto e sopra la media, ovvero si attendono che a seguito di una serie di valori inferiori al valore medio, ci si debba attendere valori sopra di esso, quando invece i valori potrebbe rimanere sotto la media, ma in progressivo avvicinamento. L’errore dell’inversione verso la media e della legge dei piccoli numeri concorrono a creare quello che è noto come l’errore del giocatore d’azzardo: quando si osservano delle deviazioni rispetto ad un certo comportamento atteso in prove ripetute e indipendenti di qualche processo casuale, ci si attende che in futuro le deviazioni andranno nella direzione opposta.

Una serie di errori attribuibili alla rappresentatività sono i seguenti:

• Può causare significativi errori finanziari quando si esaminano i rendimenti storici di un fondo. Si potrebbe valutare un fondo guardando la sua performance dello scorso anno o dello scorso triennio e concludendo, basandosi su inadeguati dati statistici, che la performance del fondo è il risultato di un’abilità nella scelta dei titoli.

• Può causare significativi errori finanziari quando si esaminano la storia dei prezzi delle azioni suggerite dagli analisti. Per esempio, si potrebbe osservare il successo degli analisti nelle loro passate previsioni e raccomandazioni ed erroneamente basare le proprie scelte in base alle valutazioni dell’analista utilizzando un limitato campione di dati.

• Può portare a scelte affrettate nella valutazione di un’attività finanziaria in base alle esperienze passate effettuate su un’attività finanziaria simile. Ad esempio se su un’obbligazione di rating B di una società di trasporti ha comportato una perdita, non investiremo erroneamente su un’obbligazione di rating B di un’altra società di trasporti più solida e che offre un elevato rendimento.

Daniel Kahneman e Amos Tversky dimostrano come le persone diano un peso maggiore alla descrizione di un fenomeno che al fenomeno stesso. Gli autori propongono questa descrizione:

Linda ha trentuno anni, single, espansiva e molto intelligente. È laureata in filosofia e da studente è stata altamente coinvolta in questioni di discriminazione e giustizia sociale ed ha pure partecipato a manifestazioni anti-nucleare.

Viene poi chiesto ad un gruppo di intervistati quale delle due seguenti affermazioni è la più probabile: (A) “Linda è una bancaria”, o (B) “Linda è una bancaria ed anche un’attivista nel movimento femminista”. Naturalmente A è più probabile di B poiché, l’opzione A è una probabilità singola ed incondizionata, mentre l’opzione B è condizionata dal fatto che si esaudiscono congiuntamente sia il caso “bancaria” che “attivista”. In realtà i soggetti coinvolti nel test hanno risposto maggiormente per l’opzione B, sovrastimando la descrizione di Linda (Kahneman, Slovic e Tversky, 1982).

3 aprile 2017

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