Volatilità e Max Drawdown

Questa settimana per la rubrica ABC della Finanza analizzerò due strumenti statistici per valutare la rischiosità dei propri investimenti; sto parlando della volatilità e del max drawdown. Entrambi gli indicatori sono calcolati ex-post, ovvero seguendo l’andamento storico dello strumento. Per entrambi dunque più è lungo l’orizzonte temporale dello strumento e più è affidabile.
Essendo però indicatori statistici danno una probabilità studiando il passato che non sempre può rappresentare alla perfezione ciò che accadrà in futuro. Sicuramente però aiutano a farsi un’idea di quanto potrà essere rischioso, e quindi remunerativo, il nostro strumento finanziario.

“Quel che conta non è quanto sia probabile un evento, ma quanto si guadagni o si perda quando quell’evento accade”. (Nassim Nicholas Taleb)

VOLATILITA
La volatilità esprime l’ampiezza delle variazioni subite dal prezzo di uno strumento finanziario nel tempo. Definisce dunque la minore o maggiore variazione del prezzo dello strumento finanziario al variare del rendimento richiesto. Un’elevata volatilità indica che lo strumento finanziario ha ottenuto ampie oscillazioni in passato e dunque l’investitore potrà registrare elevati guadagni o elevate perdite. La volatilità viene misurata da un indicatore statistico (c.d. deviazione standard), di solito espresso come percentuale annualizzata. Valori elevati della deviazione standard indicano un maggior grado di variazione del rendimento medio dell’investimento e quindi, in ottica previsionale, una maggiore incertezza circa il suo esito.

MAX DRAWDOWN
Rispetto alla volatilità prediligo questo strumento, poiché spiega, sempre con un occhio al passato, quale è stata la massima oscillazione negativa che ha avuto lo strumento finanziario. Dunque se si prende uno strumento finanziario che abbia dati storici che comprendono la crisi del 2008, si può captare quale possa essere la maggiore oscillazione negativa che lo strumento ha subito in una delle crisi finanziarie più forti che ci siano mai state.
Tecnicamente il max drawdown è un indicatore di rischio dello strumento finanziario e rappresenta la perdita massima maturata, nel periodo di analisi, rispetto al valore di picco registrato. Un altro indicatore importante da associare al max drawdown è il numero di mesi che sono stati necessari, nel periodo di analisi, per riportare il valore dello strumento finanziario dal minimo al valore di picco iniziale.

In sintesi, la volatilità esprime la probabilità storica di guadagno/perdita di uno strumento finanziario rispetto alla sua media mentre il max drawdown esprime quanto si è perso quanto quell’evento accade. Riprendendo la citazione di Nassim Nicholas Taleb, è più utile utilizzare il max drawdown poiché all’investitore non interessa tanto la probabilità di perdita ma quanto realmente potrebbe rimetterci.

3 aprile 2017


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